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Le Grotte di Osimo
La città di Osimo nei secoli ha usufruito della sua particolare conformazione geologica (sorge su un terreno di arenaria) e ha sfruttato le sue cavità naturali sotterranee sin dalla preistoria.
L'uomo primitivo ha sicuramente utilizzato le cavità del sottosuolo come abitazione, ma nel corso del tempo le grotte hanno seguito l'evoluzione del mondo soprastante con una loro diversa e crescente utilizzazione.
La popolazione osimana ha ampliato e collegato i vari cunicoli e grotte fino ad arrivare alle ultime opere ottocentesche che mostrano tutt'oggi una città-sopra strettamente collegata alla città-sotto, per un totale di circa 20.000 mq (quelli conosciuti).
Questo esteso ipogeo, nei secoli è stato usato per molti scopi: per ospitare la popolazione in caso di assedio, come luogo di incontro per culti o riti, come granai e depositi di scorta o semplicemente come luogo da cui estrarre materiale utilizzabile per la costruzione di edifici.
Le grotte presentano volte modellate a botte o a crociera, numerose nicchie alle pareti (per le candele), decorazioni scolpite, come date, santi, stemmi nobiliari o figure antropomorfe.
Questo vasto ipogeo era collegato con edifici pubblici di culto o per la maggioranza dei casi con edifici privati.
Il caso più emblematico è quello delle grotte di Palazzo Campana, le cui pareti sono state modellate con figure ispirate alle opere di Cesare Ripa (1603). Le sculture rappresentano demoni, figure mitologiche, animali e decori, il tutto con un'aurea affascinante e misteriosa.
Quindi tutto il sottosuolo osimano rappresenta un "soggetto archeologico urbano", che offre un'ulteriore spunto di lettura circa la storia della città nei suoi aspetti storici, antropologici ed economici.