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Il Parco Letterario "Giacomo Leopardi"
L’esedra
L’emiciclo verde di fronte ai monti azzurri è l’inizio del Parco Letterario “Giacomo Leopardi”. Il viale interrotto da scalinate conduce nel cuore dei luoghi leopardiani, tra il verde e squarci di cielo.
Il Sacello
È una ricomposizione simbolica di elementi architettonici e significati letterari che nella sua concezione aperta diviene urna non del corpo, ma della memoria del Poeta, Tre sono i principali elementi di cui si compone il sacello: il cemento, l’acqua e le pietre, che acquistano, inseriti in questo contesto, significati simbolici.
Le pietre di cui si compone il sacello provengono dalla originaria tomba di Giacomo Leopardi situata nel pronao della Chiesa di San Vitale in Fuorigrotta a Napoli.
Il Colle dell’Infinito
È la sommità del Monte Tabor da cui si domina un panorama vastissimo, ispiratore dell’omonima poesia composta da Leopardi a ventuno anni. Una stradina segue il muro di cinta ed è percorribile uscendo da Palazzo Leopardi e dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani. Sul colle c’è un convento, un tempo sotto la regola di San Francesco e Santa Chiara e poi delle monache del Sacro Cuore. Attualmente è aperto al pubblico come sede del Centro Mondiale della Poesia e della Cultura “Giacomo Leopardi”.
Scalinata di Nerina
O Nerina! E di te forse non odo
questi luoghi parlar? caduta forse
dal mio pensier sei tu? Dove sei gita,
che qui sola di te la ricordanza
trovo, dolcezza mia? Più non ti vede
questa Terra natal: quella finestra,
ond’eri usata favellarmi ed onde
mesto riluce delle stelle il raggio,
è deserta. [...]
[...] Ogni giorno sereno, ogni fiorita
piaggia ch’io miro, ogni goder ch’io sento,
dico: Nerina or più non gode; i campi,
l’aria non mira. Ahi tu passasti, eterno
sospiro mio: passasti: e fia compagna
d’ogni mio vago immaginar, [...].(Le Ricordanze vv. 136-144, 166-171)
Palazzo Antici-Mattei
L’edificio risale al XVI secolo, ha linee semplici ed eleganti e iscrizioni in latino sulle architravi delle finestre che richiamano il lustro della famiglia, un tempo “Antiqua” e poi “Antica”. Casa nativa della marchesa Adelaide Antici, madre del Poeta. Da questa casa uscirono illustri uomini di armi, di lettere e di fede come Rinaldo capitano dei crociati, i cardinali Tommaso e Ruggero e Giulio al cui nome è legata l’amministrazione della città di Recanati di oltre mezzo secolo. Il cardinale Tommaso Antici di fronte all’ingresso del palazzo fece costruire una scuderia ornata di un tipico prospetto con alcune statue e busti di epoca romana provenienti dal Circo Flaminio di Roma. Nella galleria del palazzo si sposarono Monaldo e Adelaide.
Torre del passero solitario
Questa torre (sec. XIII) che terminava in cuspide a tronco di cono, decapitata da un fulmine e resa celebre dalla poesia leopardiana Il passero solitario, è ubicata nel Chiostro della Chiesa di S. Agostino. La chiesa costruita nel secolo XII in stile gotico e poi rifatta un secolo dopo, conserva un bel portale in pietra d’Istria, eseguito da Giovanni di Fiandra su disegno di Giuliano da Majano. L’interno, rifatto sul disegno del Bibbiena, conserva delle tele del Bellini.
Impaginazione e © Redazione ItaliaMarche.com
Relatore © Roberto Tanoni.
Torre del Borgo
Alta 36 metri e coronata da merlatura ghibellina, fu costruita nella seconda metà del secolo XII come simbolo della fusione in un unico Comune degli antichi castelli. Rimase isolata dopo la demolizione del quattrocentesco Palazzo Comunale nel 1872. L’attuale merlatura ghibellina su beccatelli a sporgere appartiene ad un posteriore rifacimento. Sulla torre: targa dei caduti di Guido Cirilli (1923); bassorilievo bronzeo rappresentante la Traslazione della Santa Casa di Loreto di Pierpaolo Jacometti (1634); orologio il cui quadrante risale al 1562; leone rampante raffigurato nello stemma cittadino, scultura del Sansovino.
Centro Mondiale della Poesia e della Cultura “Gacomo Leopardi”
Sorge sull’antico Monastero di Santo Stefano situato sulla sommità del Colle dell’Infinito; con un Breve pontificio del 1502, fu dato il permesso alle monache del Terz’ordine di San Francesco, giunte a Recanati nel 1432, di costruire il Monastero. La chiesa del monastero fu rifatta nel 1691 e l’intera costruzione fu rimaneggiata nel 1852, quando vennero da Bergamo le Figlie del S. Cuore della B. Teresa Verzieri.
Oggi, il Monastero è sede del Centro Mondiale della Poesia e della Cultura “Giacomo Leopardi”, con Biblioteca, Auditorium e Foresteria, presieduto da Mario Luzi.
Palazzo Leopardi
Casa natale del Poeta è tuttora abitata dai discendenti della sua famiglia. L’elegante edificio, che riunisce due antichi palazzi, fu eseguito su disegno del canonico conte Orazio Leopardi (1714-1799). Al primo piano vi è la Biblioteca-Museo di quattro sale dove sono conservati 25.000 volumi consultabili da parte di studiosi, previa autorizzazione della famiglia. Si deve a Monaldo Leopardi, il padre di Giacomo, la costituzione della preziosa biblioteca da lui dedicata “filiis, amicis, civibus” tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo.
Il percorso museale conduce il visitatore in alcune sale del palazzo arredate con mobili d'epoca e decorate con delicati stucchi e tempere ai soffitti.
Piazzuola del Sabato del Villaggio
La donzelletta viene dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell’erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.[...]
[...] I fanciulli gridando
Sulla piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore [...]. (Il Sabato del villaggio vv. 1-7, 24-27)
Centro Nazionale di Studi Leopardiani
Sorto nel 1937 con la finalità di diffondere l’opera di Giacomo Leopardi in Italia e nel mondo attraverso l’organizzazione di convegni, seminari, giornate di studio, presentazione di libri, incontri con l’autore. Contiene oltre la Biblioteca, un Museo: la Biblioteca si compone di circa 15.000 scritti tra libri, recensioni, riviste e miscellanee che costituiscono una raccolta critica esclusiva sulla produzione leopardiana che inizia con le prime edizioni a stampa del Poeta. Il Museo è articolato in tre sezioni fondamentali: una prima comprende un excursus bio-bibliografico sul Poeta che presenta documentari relativi alla sua città, alla famiglia, alla vita e all’ambiente in cui visse. Una seconda sezione raccoglie alcune delle opere pittoriche e grafiche di proprietà del Centro ispirate al Poeta. Di particolare interesse un Ritratto del pittore eseguito post mortem da Domenico Morelli nel 1845.
Una terza sezione ospita mezzi audiovisivi per una presentazione del Leopardi più originale e gradita ai giovani. La caratteristica principale del Museo è quella di offrire una visione del Poeta immersa nell’ambiente culturale del suo tempo.
Impaginazione e © Redazione ItaliaMarche.com
Relatore © Roberto Tanoni.