Comprensorio di Montottone - Monte Rinaldo - Petritoli » Petritoli
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Petritoli
Le sue origini risalgono al grande Impero Romano e sono testimoniate da due urne
cinerarie del I° e II° sec., un ceppo militare e una fonte antica ritrovata in
contrada Papagnano.
Il centro abitato oggi visibile, risale all'alto
Medioevo, quando, in seguito alle scorrerie barbariche, la popolazione si
trasferì sul colle per meglio difendersi da esse.
Le prime notizie scritte su
di un castello chiamato Petritoli, risalgono all' XI° sec, periodo in cui
Petritoli fu sotto la tutela della Santa Sede, pur mantenendo un'ampia autonomia
amministrativa. In seguito passò sotto il controllo della chiesa fermana e così
rimase fino alla prima metà del XVI° sec., quando papa Paolo III° Farnese gli
riconcedette l'autonomia dandogli inoltre il titolo di Terra. Potè mantenere
titolo ed autonomia soltanto per pochi decenni, perchè nella seconda metà del
XVI° sec. tornò sotto il controllo della chiesa di Fermo, pur rimanendo un
importante centro politico e religioso.
Nel XIX° sec., durante il Regno Napoleonico, Petritoli divenne sede di Cantone
del Dipartimento del Tronto, che aveva Fermo come capoluogo.
Più tardi vari
Petritolesi presero attivamente parte alla Repubblica Romana del 1849 e alle
guerre di indipendenza che portarono, nel 1861, all'Unità d'Italia.
Tra
questi Petritolesi spiccarono Filippo Mannocchi Tornabuoni, medico che prestò
aiuto tra le fila dei rivoluzionari e fu eletto deputato all'Assemblea
Costituente della Repubblica Romana; Costantino Tamanti che operò attivamente
tra le fila dei garibaldini per l'Unità d'Italia. Inoltre spiccano tra i
Petritolesi Luigi Mannocchi (1855-1936), storico e studioso del folklore piceno,
famoso in tutte le Marche e il Cavalier Vincenzo Vitali Brancadoro (1797-1876),
archeologo e numismatico presente in alcuni momenti del risorgimento italiano.
Da vedere e visitare
L'Antica Stamperia Fabiani che
conserva il più antico torchio d'Italia ancora funzionante.
La chiesa di Santa Maria in
Piazza con affreschi di Dino Ferrari.
Palazzo Comunale con facciata in
laterizio del 1621.
Palazzo Fabiani, risalente al
XIV°-XVII° sec.
Chiesa di Sant'Andrea con
all'interno una tela attribuita a Gian Battista Salvi detto il Sassoferrato del
XVII° esc.
Teatro dell'Iride risalente alla
seconda metà '800.
Porta quattrocentesca e un arco del 1300 in Via Borgo Vecchio.
Tre archi gotici all'ingresso
della zona medioevale.