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Lacrima di Morro d’Alba
Il vino “Lacrima di Morro d’Alba ha origini antichissime che risalgono ai Romani.
Sembra, inoltre, che sia stato apprezzato anche da Federico Barbarossa quando, nel 1167, pose sotto assedio la città di Ancona e andò a stabilirsi a Morro d’Alba.
Il vino “Lacrima”, pur essendo un antichissimo vitigno autoctono, ha rischiato di scomparire, a causa di una dissennata politica di espianti. Soltanto per la lungimiranza e la volontà di alcuni coltivatori questo non è successo e il vino “Lacrima” ha ottenuto addirittura la D.O.C. nel 1985.
Il vino deve il suo nome al fatto che quando l’uva è matura, il chicco si spacca e lascia fuoriuscire una goccia o “lacrima” del suo succo.
Il “Lacrima di Morro d’Alba” viene ottenuto esclusivamente con il vitigno originale e l’aggiunta, per un massimo del 15% del totale, di Verdicchio o Montepulciano.
Il vino viene prodotto in tre tipologie:
- il base (la cui vendita è consentita dopo il 15 dicembre dell’anno di vendemmia)
- il superiore (la cui vendita è consentita dopo il 1° settembre dell’anno successivo la vendemmia e che possiede una gradazione alcolica minima di 12° C.).
-il passito (la cui vendita è consentita soltanto dopo il 1° dicembre dell’anno successivo la vendemmia e che possiede una gradazione alcolica minima di 15° C.).
Il “Lacrima” è un vino rosso rubino, dal profumo intenso e fruttato che ben si sposa con i piatti tipici regionali, va servito ad una temperatura di 18° C. e non va lasciato invecchiare oltre i due tre anni.