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Genga

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Genga

Il territorio di Genga era abitato sin dalla preistoria, poi tra il IX° e il VI° sec. a.C. vi giunsero i Piceni che più tardi, insieme a genti umbre, si stabilirono su tutto il Piceno Annonario.
Nel IV° sec. a.C. il territorio fu occupato dai Galli Senoni che, nel III° sec. a.C., vennero sconfitti dai Romani i quali dettero vita a numerose colonie.
Il comune di Genga sorge su una stretta piattaforma del Monte Giungugno.
Del piccolo castello, sorto nel medioevo, è ancora oggi possibile vedere gran parte delle mura di difesa ed una bella porta d'accesso ad arco, dove sono ancora visibili i segni degli alloggiamenti delle guardie preposte alla difesa del castello.
Nel piccolo centro si possono ammirare la bella e secentesca Chiesa dell'Assunta e di fronte la severa facciata del palazzo dei Conti della Genga.
Il piccolo comune fa parte del Parco Regionale Gola Rossa di Frasassi e dalla sua sommità si gode uno splendido panorama delle valli circostanti che comprendono le Grotte di Frasassi, note in tutta Europa, e una piccola valle, incisa dal torrente Scappuccia, che è una riserva naturale data l'integrità della sua vegetazione.
Il Parco Regionale Gola della Rossa è inoltre la più grande area protetta delle Marche, ricca dal punto di vista geologico, faunistico e botanico.
Conserva anche testimonianze archeologiche, architettoniche ed artistiche come:

Il Museo Spaleopaleontologico - dove giace l'Ittiosauro, un enorme fossile di grande importanza scientifica.
L'abbazia di San Vittore alle Chiuse - che è uno splendido esempio di stile romanico, con una pianta a croce greca.
Il Ponte di San Vittore - che è un ponte romano di età augustea con una torre gotica del XIV° sec. che si trova di fronte all'abbazia.
Tempietto del Valadier ed Eremo di Santa Maria Infra Saxa - I due santuari, affiancati, sorgono all'imboccatura di una grotta in una splendida posizione panoramica sulla vallata.
Il Tempietto neoclassico, a pianta ottagonale, fu commissionato da Papa Leone XII°, originario di Genga, all'architetto Valadier nel 1828.
L'Eremo di Santa Maria, in parte ricavato dalla roccia, risale all'XI° secolo.

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