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Il Teatro dell'Aquila
Il più grande Teatro storico delle Marche
Nel XVI° sec. all'interno della Biblioteca Civica era già presente un teatro stabile che si chiamava Sala delle Commedie. Nel 1688 venne trasferito all'interno del Palazzo dei Priori, nella Sala dei Ritratti. Attigua ad essa c'era un'altra sala, la Sala delle Aquile che diede il nome al nuovo teatro stabile sorto tra il 1746 e il 1748 su progetto dell'architetto Domenico Bianconi. Questo teatro, di cui si conservano i disegni della pianta e dei palchi, andò distrutto in un incendio nel 1780.
In seguito venne incaricato l'architetto Cosimo Morelli di costruire un teatro più capiente e moderno su di un'area indipendente.
Sorse cosi, su quella che oggi è via Mazzini, il bellissimo Teatro dell'Aquila il cui fronte di mattoni a vista con due file di finestre, doveva essere provvisorio. Il progetto definitivo, del 1865, su disegno dell'architetto fermano Gian Battista Carducci, non venne mai eseguito.
L'architetto Morelli, già famosissimo nelle Marche per aver costruito i teatri di Macerata, Osimo, Novara e Imola, progettò per Fermo, a partire dal 1780, un teatro neoclassico, con pianta ellittica, cinque ordini di palchi e un palcoscenico tripartito.
Il teatro venne inaugurato nel 1791 ma già nel 1797 vennero compiute le prime modifiche che riguardavano il palcoscenico giugicato scomodo. Le variazioni vennero eseguite dall'architetto Giuseppe Lucatelli di Magliano (autore del teatro Vaccaj di Tolentino) che rese il boccascena unico, dipinse la volta, lo scenario ed il sipario che erano stati distrutti in un incendio nel 1826.
Nel 1830, a restauri conclusi, il teatro presentava una pianta ellittica che era stata allungata di due palchi per un totale di 124 e una capienza complessiva di circa 1000 posti. Il palcoscenico era un'unica apertura di 350 m.q. circa, i dipinti della volta e del sipario furono eseguiti da Luigi Cochetti, alcuni fondali vennero realizzati dal famosissimo scenografo scaligero Alessandro Sanquirico (quattro di questi sono ancora conservati nei magazzini del teatro). Il bellissimo lampadario (ordinato a Parigi nel 1830) che pende tutt'oggi al centro della sala, è composto da 56 bracci in ferro dorato con decorazioni a foglie di legno intaliato e cristalli ed era originariamente alimentato a carburo.
Il teatro, attivissimo nell'ottocento con rappresentazioni liriche e di prosa, è tornato ad essere, dopo l'accurato restauro del 1997, grazie anche ad un'acustica perfetta, il centro di una fervida attività artistica e culturale e una delle sale storiche più prestigiose d'Italia.