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La Battaglia di Castelfidardo

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La Battaglia di Castelfidardo

Il 18 settembre 1860 vicino al Monte Oro, a Castelfidardo, si svolse una battaglia che segnò l’unificazione delle Marche e l’Umbria col nascente Stato d’Italia.
La battaglia in sé, la mattina del 18 settembre, non costituì un fatto d’armi notevole: infatti vide fronteggiarsi una parte soltanto dei soldati piemontesi, col generale Cialdini che rappresentava il Re Vittorio Emanuele II° e il nascente Stato Italiano e l’esercito mobile dello Stato Pontificio col generala francese Cristoforo De Lamorcière.
Lo scontro vide fortunatamente pochi morti sul campo ma la capitolazione dell’esercito pontificio segnò la fine di decenni di cospirazioni e repressioni per le Marche e l’Umbria che finalmente entrarono a far parte del nascente Stato Italiano.
La battaglia segnò anche l’apertura verso sud per le truppe di Cavour e di Vittorio Emanuele.
A Castelfidardo più che essere sconfitto l’esercito pontificio vinse l’esercito italiano che col sangue aveva acquistato forza, raggiunto l’unità e rotto l’ultima barriera che separava il nord dal sud.
Il comune di Castelfidardo, nel 1912, decise di onorare il ricordo della battaglia con un monumento nazionale, opera dello scultore veneto Vito Pardo.

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