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La Gola del Furlo

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La Gola del Furlo

Il passo del Furlo, di competenza dei comuni di Acqualagna e Fermignano, è dal 2001 una Riserva Naturale Statale di ben 3600 ettari di boschi, pascoli e montagne.
La gola vede scorrere il fiume Candigliano che l’ha incisa nel corso dei secoli separando, così, le cime dei Monti Paganuccio e Pietralata.
La morfologia del Furlo permette di leggere la storia geologica delle formazioni umbro-marchigiane degli ultimi duecento milioni di anni. Nel Miocene (15 mil. di anni fa) delle spinte tettoniche fecero sollevare la crosta terrestre dell’antico bacino marino, formando, così, una “piega” che nei secoli è stata incisa e lavorata dal fiume Candigliano, creando la “Gola”. Questa, a causa dei mutamenti climatici avvenuti nei millenni, vede oggi crescere, anche a poca distanza l’una dall’altra, specie diversissime tra loro: accanto a quelle mediterranee e termofile (che si trovano cioè lungo la costa o in climi caldi) ci sono piante tipiche delle alte montagne dell’ Appennino. Nella Riserva crescono specie endemiche marchigiane come la Moeringa Populosa e la Leopoldia  Tenuiflora, il Bagolaro, il Corbezzolo ma anche querce con roverella, carpino nero, sorbo, acero e orniello.

Per quanto riguarda l’avifauna il panorama è molto vasto: si va dall’aquila reale al falco pellegrino, al rondone maggiore, al picchio muraiolo, alla rondine montana e al gracchio corallino. Inoltre nella Riserva vivono daini, cinghiali, caprioli e lupi.
Sono anche valorizzate la coltivazione e la raccolta del tartufo (c’è una delle tartufaie più antiche d’Italia) e quella di prodotti eduli (funghi e frutti di bosco).
La Riserva dunque è importante dal punto di vista geologico e naturalistico, ma è anche testimone di uno spaccato di storia molto lontano: nel V° sec. a. C. gli Etruschi avevano compreso l’importanza della viabilità per i commerci ed avevano segnato quella che successivamente il console Flaminio fece lastricare e chiamare via Flaminia. La galleria che scava il Monte Pietralata, quella più piccola, lunga 8 metri, è quasi sicuramente etrusca, mentre quella più interna alla strada, lunga 38 metri, è opera dell’imperatore Vespasiano. Questi la fece costruire nel 77 d. C. per rendere più sicuro il passaggio nella gola, reso insidioso dalle frequenti cadute di massi. L’opera ingegneristica ancora oggi suscita ammirazione, soprattutto pensando che fu costruita artigianalmente in un posto molto scomodo da raggiungere e con un risultato finale in armonia completa con il paesaggio circostante.

La  gola ha sempre avuto un ruolo di rilievo anche nei secoli successivi all’impero romano: nel primo medioevo le invasioni barbariche la videro usata come chiusa per fermare gli invasori e più tardi fu sede di imboscate da parte dei briganti. Nel 1939 la Milizia Nazionale Forestale incise sulle sue montagne il profilo di Benito Mussolini, grande estimatore e frequentatore del posto, profilo che i partigiani distrussero nel 1944.
Dunque la Gola del Furlo e la città di Acqualagna hanno molti punti di interesse per  turisti e naturalisti:
si possono fare lunghe passeggiate nella natura ammirando imponenti strapiombi, le acque del fiume Candigliano ed anche le belle ed importanti testimonianze della nostra gloriosa storia passata, come le due gallerie vecchie di più di 2000 anni; infine, ma non per ultimo, il turista può gustare il preziosissimo e pregiatissimo tartufo sia fresco che lavorato in tutti i modi fino ad ora sperimentati.

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